Laguna veneta

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La laguna veneta ha una lunghezza di circa 55 chilometri, compresa tra il fiume Sile a Nord ed il Brenta a Sud. Le foci di questi fiumi, che anticamente portavano le loro acque in laguna, sono state appositamente spostate dalla Repubblica di Venezia per evitare che i detriti trasportati dalle acque di questi fiumi potessero causare il progressivo interramento della laguna.

Con una larghezza che varia tra i quattro e i dieci km, ha una estensione complessiva di 549 chilometri quadrati. Verso la terraferma, sulla quale si affacciano i paesi rivieraschi, la laguna si presenta ad arco, mentre una linea verticale, fatta da un susseguirsi dei quattro lidi, Cavallino, Lido, Pellestrina e Sottomarina, la divide dal mare Adriatico. Solamente dalle tre bocche di porto passano le acque, che con il rituale movimento della marea alimentano, di sei ore in sei ore, con il suo lento respiro, la vita nella laguna.

La superficie delle acque lagunari, quasi sempre calme e piatte, viene interrotta da terre emergenti, le barene, sulle quali l’alta marea trova sfogo inondandole ciclicamente.

I canali di diversa profondità e larghezza offrono alle imbarcazioni lagunari la possibilità di spostarsi tra le une e le altre. La loro natura limo-argillosa le fa elevare poco dal livello dell’acqua, dalla quale si staccano ora in maniera graduale ora in modo netto e verticale.

Gran parte della vegetazione autoctona consiste in piante particolarmente tenaci all’acqua di mare che nella tarda estate fioriscono con magnifici fiorellini viola donando ai visitatori un ambiente caratteristico, meraviglioso, colorato e vivace. Le zone che due volte al giorno vengono coperte dalle acque sono le velme, non hanno vegetazione e trovano riparo tra le basse acque piccoli crostacei come la pulce d’acqua le schie o piccoli gamberetti.

Numerose sono le specie animali che popolano le isole ed il mare attorno ad esse. Gli uccelli migratori trovano in questi spazi la loro naturale luogo sia per la loro alimentazione sia per la nidificazione. L’airone rosso predilige questo sito per nidificare, ma non mancano le folaghe, l’airone cenerino, la gazzetta, lo svasso.

Parte della laguna è occupata da aziende ittiche che praticano la vallicoltura. Questa è qui praticata da tempo immemorabile. Solo dopo la caduta della Repubblica le valli sono state chiuse con argini fissi favorendo gli insediamenti degli aironi e degli altri migratori.

La navigazione in laguna diverrebbe difficile se il limite delle velme non fosse segnalato da pali infissi nel fondo. Queste vengono chiamate mede quando sono singole e bricole quando sono in gruppi di tre. All’inizio dei canali oltre alle tre ne viene piantata una quarta al centro delle altre e formano le dame.

La laguna veneta è punteggiata di numerosissime isole. Tra quelle abitate o non, diventate solo discariche o meta di turisti o addirittura scomparse sotto il livello del medio mare, se ne contavano più di settanta.

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